Comunicazione, Scrittura

“In nome della lingua italiana. Manuale di scrittura forense”

14/04/2020

Il volume che vi presento doveva uscire alcune settimane fa per chiudere la mia “trilogia” su retorica e linguaggio (“Manuale di retorica forense”, “Quanto siamo retorici. Libera l’oratore che è in te”).

Inizialmente riprogrammato per metà maggio, ho chiesto che venisse reso comunque disponibile prima: c’è tempo (e necessità fisica!) di leggere, e magari anche scoprendo l’immediatezza e la duttilità dell’ebook (che grava meno sui corrieri, riduce l’inquinamento, fa risparmiare ed evita con un solo click le attese).

Spero dunque possa essere un valido strumento di riflessione per gli operatori forensi. Sì, perché la lingua di avvocati e giudici è fatta di una sintassi e di un lessico che oltrepassano le necessità tecniche e finiscono per creare una selva oscura di cliché, formule gergali e vezzi desueti, che si ripetono identici nel tempo e di atto in atto: una sorta di “marchio di fabbrica”, tenacemente contrario alla chiarezza e alla sintesi.

Il volume è allora pensato come una sorta di percorso attraverso il quale il lettore potrà rendersi anzitutto conto dei problemi che affliggono la lingua del diritto, fino ad individuare delle possibili soluzioni anche metodologiche per una scrittura forense corretta ed efficace.

L’Introduzione e l’Indice sono liberamente consultabili sulla pagina dell’editore:

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